Il Sindaco non conceda la deroga per i lavori del Traforo

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L’eventuale concessione da parte della giunta della deroga per le emissioni acustiche per iniziare la perforazione del colle di S.Augusta sarebbe un atto grave e irreversibile, in quanto comporterebbe l’accettazione definitiva del progetto ANAS così come è ora.

Questo significherebbe venir meno agli impegni che Tonon ha preso con gli elettori prima del secondo turno: aprire un ampio confronto nella maggioranza e con i cittadini (stati generali), per fare un progetto di traforo che sia il nostro e non quello della Lega, segnando una forte discontinuità con il governo precedente.

Sinistra Ecologia e Libertà, come partito e come componente della lista civica Altra Vittorio, ha chiesto il voto per l’attuale Sindaco e sostiene tuttora la giunta con apporti energici e talora critici, ma sempre propositivi.

Chiede ora al Sindaco di non concedere la deroga, ma di pretendere da parte della ditta il rispetto della legge, per tutelare i residenti e salvaguardare l’ambiente, considerato che non ci troviamo di fronte a situazioni emergenziali o vincolanti.

Ribadisce la sua contrarietà a questo progetto, concepito bel oltre vent’anni fa per scaricare il traffico fuori Vittorio dal casello nord alla Zona industriale, e che successive amputazioni hanno ridotto a un moncone irrilevante per Serravalle (dove si continuerà a passare), distruttivo per l’ambiente e dannoso per la città (riporta il traffico, anche pesante, sull’asse Centro-Piazza Meschio-San Giacomo).

Si è ancora in tempo per rivedere l’utilità/ funzionalità di quest’opera e per ragionare su un tracciato meno impattante e soprattutto pensato apposta per Serravalle, da costruire insieme ai soggetti economici e associativi nel quadro di un programma di rilancio del quartiere e dell’area nord.

Non vogliamo pensare che il Sindaco voglia assumersi la responsabilità di arrendersi senza combattere a un’opera da 64 milioni di euro (almeno), che deturperà per sempre la bellezza di una parte di pregio del nostro territorio, che è la ricchezza su cui ricostruire il nostro futuro.

Non sarebbe poi male ricordare quanto è rimasto in Val Lapisina delle promesse di lavoro e di sviluplavoripo di coloro che sostenevano i viadotti dell’autostrada. Sarebbe saggio non ripetere gli errori.

Pellegrino: “Traforo pugno nello stomaco”

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il 25 maggio scorsoso  Serena Pellegrino, deputata e capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà  alla Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera, ha partecipato all’incontro promosso da Sergio Balliana, candidato per Veneto Nuovo alle Regionali, sul tema “Turismo Ambiente Salute”.

Nel pomeriggio ha effettuato un sopralluogo al cantiere del Traforo, accompagnata da Alessandro Mognol e da esponenti del Comitato No traforo-Sì alternative.

La deputata di  SEL,che ha presentato una proposta di legge per inserire in Costituzione il riconoscimento della Bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale, ha dichiarato: “Il traforo di Vittorio Veneto è un pugno allo stomaco! Non ha eguali la prepotenza con cui le amministrazioni di ogni tipo e ordine hanno rilasciato i permessi, ignorando completamente che stanno solcando per sempre un sito di interesse comunitario, bucando una montagna, sopralpassando a fianco di  un grosso canale dell’Enel e a pochi metri sotto un borghetto storico!

Questi signori ancora non possiedono tutto il terreno su cui ricade il loro famigerato progetto e hanno già iniziato i lavori senza sapere se riusciranno ad acquisire i terreni.

Ma quello che più fa inorridire è che la sentenza del Consiglio di Stato e soprattutto del Tar sia stata ignorata!

E io vorrei davvero sapere in quale Stato viviamo…”

Serena Pellegrino si è impegnata a sottoporre in Commissione Ambiente al Ministro Del Rio  la interrogazione sul traforo presentata mesi fa dal suo collega deputato di SEL Giulio Marcon, rimasta finora senza risposta, in cui si chiedeva ai Ministri competenti se non ritenessero opportune  “una verifica della persistenza delle condizioni necessarie alla prosecuzione del progetto, specialmente in riferimento alle problematiche di acquisizione dei terreni, di impatto ambientale e di effettiva funzionalità dell’opera” e “ la valutazione dei progetti alternativi all’opera, i quali darebbero luogo a un risparmio dal punto di vista economico nonché a una notevole abbreviazione dei tempi di realizzazione”.

Lettera aperta al Sindaco sul parcheggio pubblico di Piazza Marinai d’Italia

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Al Sindaco del Comune di Vittorio Veneto

Egregio Signor Sindaco,

siccome nella delibera 4/2015 su Piazza Marinai d’Italia viene citato il mio nome, mi permetto di ricordarLe alcuni aspetti della questione, che forse Le sono sfuggiti.

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La costruzione del parcheggio viene autorizzata nel 1968, con l’obbligo per la Impresa di fare per i garage un solettone di copertura “atto a sopportare tutti i carichi civili previsti dalle vigenti leggi” e di mettere la “segnaletica indicante i carichi massimi ammessi”. E’ quanto viene prescritto dall’autorizzazione alla variante del 7/6/1968, che reca la firma del sindaco dell’epoca, Aldo Toffoli, il quale nella stessa definisce esplicitamente “pubblico” il parcheggio.

Per 45 anni funziona come struttura privata aperta al pubblico, quindi con manutenzione straordinaria e ordinaria a carico dei proprietari, obbligo assunto dall’Impresa e trasferito agli acquirenti.

Per decenni non pare esserci nessun problema. I proprietari non avanzano alcuna protesta quando nel 1993 l’ordinanza del Sindaco Botteon attiva il parcheggio a pagamento.

Solo a partire dal 2000, dopo 30 anni di mancata manutenzione da parte di loro stessi, i condomini lamentano infiltrazioni nel garage interrato e minacciano causa al Comune per danni, con la motivazione che sopra il garage c’è un parcheggio pubblico (previsto dalla sopra citata autorizzazione del ’68) e che il Comune non ha collocato la segnaletica indicante i carichi massimi ammessi (che avrebbero dovuto mettere loro, come sopra riportato).

Ignorando la perizia del proprio tecnico ing. De Vido, che attribuisce i danni segnalati alla “totale mancanza di manutenzione dei manufatti” e al “ non rifacimento della guaina a protezione del solaio-soletta di copertura”, che “deve essere rifatta ogni 10 anni come viene consigliato dal manuale dei fabbricatori di guaine”, nel 2013 l’allora Sindaco Da Re si rende disponibile a:

– contribuire subito con 80.000 euro più Iva per sistemare il parcheggio e ristrutturare il garage interrato che è TUTTO privato;

– assumere i costi degli allacciamenti e della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di illuminazione;

– installare l’apposita segnaletica con i limiti e i divieti di accesso;

– sostenere in futuro per intero la manutenzione ordinaria e straordinaria del parcheggio e la quota stabilita dal codice civile per la manutenzione straordinaria della copertura e del sottostante garage interamente privato, caricando spese non quantificabili sui bilanci futuri.

 

Siccome non può finanziare una struttura non comunale, a inizio 2013 Da Re porta in Consiglio una delibera per la “costituzione della servitù ad uso pubblico del parcheggio”.

Quindi ci troviamo di fronte a un Sindaco che rinuncia all’uso di un parcheggio senza oneri per il Comune, prescritto all’impresa al momento della costruzione e consolidato da 45 anni di pubblico accesso, e decide di gravare subito il bilancio comunale con decine di migliaia di euro di denaro pubblico (più una spesa futura non quantificata), a vantaggio di privati e SENZA ESSERE OBBLIGATO DALLA LEGGE.

E’ un comportamento difficilmente comprensibile e per fortuna tale delibera di Consiglio viene rinviata, accogliendo la mia richiesta e anche per dubbi insorti all’interno della stessa maggioranza.

Ora trovo difficile credere che Lei possa aver approvato la stessa Delibera, le stesse spese e la stessa Convenzione proposte dalla giunta leghista (a proposito, La consiglierei almeno di sostituire in quest’ultimo atto il nome di Traina con quello dell’attuale segretario!), e per di più con un percorso che annulla la discussione in Commissione e in Consiglio Comunale, riservando la decisione alla sola Giunta.

La prego quindi di sospendere l’esecuzione della delibera e di ripensarci, sia perché la spesa a carico del bilancio comunale potrebbe essere non giustificata, con rischio di danno erariale, sia perché potrebbe venirsi a creare per situazioni analoghe un precedente difficilmente gestibile.

Inoltre mi dispiacerebbe che qualcuno potesse dire che Lei, egregio Signor Sindaco, afferma di non avere i soldi per ridurre la TASI ai cittadini più poveri, però poi li trova per supportare qualche privato per spese non dovute dal Comune, né imposte allo stesso da nessuna legge.

Distinti saluti

Adriana Costantini, consigliera comunale nella precedente Consiliatura

Vittorio Veneto, 12/2/2015

Così vanno le cose, così non devono andare. Sel sostiene lo sciopero generale

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La Federazione Provinciale di Treviso di Sinistra Ecologia Libertà condivide le ragioni della sciopero nazionale di venerdì indetto da CGIL e UIL.

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In questo momento di smarrimento sociale, di fronte ad una crisi sociale, economica e ambientale profonda, e a una questione morale che riesplode ancora una volta e ci ricorda quanto sia profonda la disuguaglianza e l’ingiustizia in questo paese, la mobilitazione democratica alla quale i sindacati chiamano lavoratori e cittadini è un antidoto sia alla depressione e al disimpegno civile, sia alla rabbia cieca e disperata che rischia di prendersela con bersagli sbagliati e fare il gioco dei nemici della democrazia. Va invece tenuta viva la richiesta di un cambio di passo nelle politiche economiche e sociali di questo governo, che non indicano una via di uscita dalla crisi ma la assecondano.
Il Jobs Act prevede di ridurre i diritti dei lavoratori in cambio di un aumento della occupazione che non ci sarà. Non realizza la cancellazione della precarietà bensì la estende a vita per le nuove generazioni. Fa tornare indietro e non avanzare il paese.
La legge di stabilità per il 2015 non inverte la rotta per quanto riguarda l’assenza di una politica industriale e di un piano di investimenti pubblici che consenta un nuovo sviluppo. Non da risposta alla domanda di futuro delle nuove generazioni, alle ansie dei lavoratori e alle speranze di precari e disoccupati, alle insicurezze degli anziani. Non c’è nessun piano di azione contro la povertà e il disagio sociale. E anzi, i tagli effettuati sugli enti locali sono destinati a produrre riduzione dei servizi e inasprimenti della tassazione locale a carico di lavoratori, pensionati e famiglie. Viene colpito il diritto allo studio, il servizio sanitario, il trasporto pubblico, i servizi sociali, l’istruzione. Bisogna invece ridare dignità e valore al lavoro, estendere i diritti, rilanciare la domanda interna, combattere le mille forme della precarietà, riportare democrazia e diritti nei luoghi di lavoro. Contrastare la povertà dilagante e rilanciare l’economia attraverso una pianificazione pubblica che rimetta in moto l’occupazione e l’economia, che metta al primo posto le vere emergenze del paese, come la difesa idrogeologica, che diriga lo sviluppo del paese verso produzioni ecosostenibili e di qualità, valorizzando il patrimonio culturale e paesaggistico unico che ci distingue. Tagliare le spese militari per reperire risorse da destinare a finalità utili, rivedere il fisco in senso progressivo, andando a prendere da chi la crisi non l’ha patita e non la patisce, in un paese dove la forbice tra ricchi e poveri si va sempre più dilatando. Colpire drasticamente evasione e corruzione, i veri freni alla competitività del nostro paese e i tumori che erodono e infettano il corpo del paese. Come dice lo slogan della manifestazione sindacale: “Così non va”. E così non deve andare.

Lettera al sindaco sullo studio dei flussi di traffico

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Al Sindaco del Comune di Vittorio Veneto

E p.c.

All’Assessore all’Ambiente

Al Presidente della IV Commissione Consiliare

Egregio Signor Sindaco,

desideriamo informarla che ci giungono segnalazioni in merito a non ben definiti soggetti che starebbero effettuando rilevazioni sui flussi di traffico e riguardo a indiscrezioni incontrollate relative alla società cui verrebbe affidato l’incarico di cui alla delibera 173 del 23/10/2014 (Variante SS.51 Alemagna-determinazioni).

Riteniamo che il disorientamento che trova espressione nel proliferare in tali voci discenda dal fatto che la delibera n.173  non è chiara e completa, in quanto:

– non si capisce quale è l’operazione che viene richiesta (il professionista incaricato dovrà progettare “l’eventuale revisione del primo stralcio, nel punto di collegamento esistente in via Virgilio” o “a supporto della fattibilità del secondo stralcio”? oppure farà “un’analisi dei flussi di traffico”?) e, in quest’ultimo caso, quali sono le ipotesi di tracciato sulla cui base vanno effettuate le proiezioni dei flussi di traffico (per citare solo alcune delle idee circolate di recente: tracciato fino all’ospedale? by-pass cortissimo? uscita su via Virgilio/Del Carso/Via Vittorio Emanuele? con A27 aperta o a pagamento?) ?

– mancano la definizione della procedura da adottare per affidare l’incarico professionale e l’indicazione dei requisiti richiesti (di sicuro, da altra delibera, sappiamo i costi: 35.000 euro).

I punti di domanda che pesano su questa delibera sono troppi  e a nostro avviso derivano dal fatto che è stata assunta in carenza di un approfondito confronto di maggioranza sulla questione complessiva del traforo e di un adeguato processo di trasparenza e di partecipazione della cittadinanza.

Le chiediamo perciò di sospendere l’iter applicativo della delibera e di convocare l’incontro di maggioranza con all’ordine del giorno la questione traforo da noi richiesto e per il quale ancora attendiamo risposta al fine di:

– verificare e concordare (con contestuale campagna di ascolto delle forze socio-economiche e professionali della città) tutte le alternative e le “soluzioni per modificare e/o correggere il progetto” (vedi programma di mandato), anche alla luce delle ricadute dell’eventuale apertura della A27, come da iniziativa della IV Commissione Consiliare, affinché lo studio  sui flussi venga effettuato sulla base di ipotesi ben definite e rese pubbliche

– definire e rendere pubblica la procedura per scegliere il soggetto cui dare l’incarico, specificando con quali sistemi e su quale oggetto effettuare le rilevazioni e  richiedendo requisiti precisi che garantiscano  un alto livello qualitativo, tenendo anche conto, qualora possibile e opportuno, delle rilevanti collaborazioni che in passato l’Università di Venezia ha effettuato con il nostro Comune su temi analoghi.

La ringraziamo per l’attenzione e attendiamo cortese risposta

Altra Vittorio, Partecipare Vittorio, SEL-Circolo di Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, 4/12/2014

dalla stampa

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imMobilità di Marca

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E’ inaccettabile che ogni anno e sempre in questo periodo, l’azienda di trasporto pubblico Mobilità di Marca, mostri ai suoi utenti il suo lato peggiore.

L’anno scorso i primi problemi con i nuovi abbonamenti e biglietti unici e relative code ai punti  vendita.

Quest’anno con l’inizio dell’anno scolastico, studenti stipati come delle sardine, autobus che saltano  le fermate perché strapieni.  A questo ci aggiungiamo la mancata estensione dell’agevolazione a tutti gli anziani che usufruiscono del servizio pubblico, con relative lamentele .

Non dimentichiamoci che il processo d’integrazione in un’unica azienda è stato sempre pubblicizzato, come un grande successo…si quello di avere aumentato le tariffe mediamente , raggiungendo un utile di circa 21 mila euro a chiusura di bilancio 2103.

Questi soldi ad esempio, potrebbero essere utilizzati per aumentare il bacino delle agevolazioni.

Come da sempre abbiamo ribadito per noi sono fondamentali  che una azienda di trasporto pubblico locale , deve svolgere un’unica cosa : funzionare adeguatamente , senza creare il più possibile disagi e disservizi, e che sia vicina alle esigenze dei suoi utenti e che vi siano presenti delle agevolazioni per tutte le fasce più deboli.

E’ un servizio pubblico, quindi di fatto sono i gli stessi  cittadini trevigiani, ad essere i proprietari della MOM e a loro la MOM deve dare delle risposte .

L’azienda ed il suo management, si  devono  quindi muovere e pure velocemente, per essere vicino alle richieste ed alle esigenze degli utenti cittadini proprietari. Loro pagano un servizio e questo servizio gli deve essere dato.

Non ci interessano operazioni di abbellimento estetico dell’azienda, o di marketing politico, ma solo un servizio pubblico che funzioni adeguatamente , che sia accessibile a tutti , ecologicamente sostenibile e sicuro.

Non crediamo che siano delle grandi richieste.

Luigi Amendola,

capogruppo SEL in Consiglio Provinciale